Come collegare un LED alla 220V, senza trasformatore. Realizziamo un indicatore di rete LOW-COST

Chi usa l’elettronica spesso é vincolato alla bassa tensione (continua). In qualche occasione ho avuto necessitá di avere una indicatore LED, ma ricorrere alle classiche spie 220V é davvero dispendioso e anche non soddisfacente (date le dimensioni e il design). A quel punto mi sono chiesto:

Come usare un semplice LED con la 220V senza trasformatore?

  • NOTA BENE: Questo circuito prevede l’uso della tensione 220V. E’ molto pericoloso maneggiarla e rischiate seri problemi, prestate molta attenzione ed evitate di esporvi a rischi se non siete abbastanza esperti.

Il concetto applicabile é quello riportato in questo schema:

LED Alimentato a 220V



Lista dei componenti

La 220V é una tensione rappresentabile da una sinusoide. I picchi massimi (che dobbiamo considerare) possono superare i 300V (difatti la 220V é il valore nominale). Il condensatore C1, quindi, va dimensionato in modo da essere utilizzato come le normali resistenze di limitazione che si usano con i LED nei circuiti a bassa tensione, cambiano solo le regole di calcolo che, in questo caso, riguardano la reattanza capacitiva e la pulsazione.

Per la corrente, diciamo che ad un LED non ad alta luminositá bastano 15mA. Calcoliamo la reattanza (che poi, in DC, sarebbe la resistenza), tenendo conto che V é 325V:

Legge di Ohm: R = V/I

R = 325 / 0.015 = 22000 Ohm

Il nostro condensatore, quindi, deve avere una reattanza di 22000 ohms circa. Calcoliamo quindi la capacitá del condensatore (Xc é la reattanza capacitiva):

ω = 2 * π * f = 2 * 3.141 * 50 = 314,1

Xc = 1/(ω * C) => C = 1/(ω * Xc) 

C = 1/(314 * 22000) = 0,000000144759699 F = 144 nF

Il valore commerciale piú vicino al risultato della formula é 150 nF. Considerando l’ampiezza della sinusoide a cui il condensatore sará sottoposto,  che va dai -300 ai + 300 V, é necessario utilizzare un condensatore con almeno 630V, possibilmente ceramico.

Proseguendo con l’analisi del circuito, il diodo D2, un 1N4007, serve solo a proteggere il LED da eventuali tensioni negative.

Una volta realizzato il circuito, noterete che il LED non sará brillante come quando viene alimentato da corrente continua, ma avrete ottenuto, ad esempio, un indicatore di rete a bassisimo costo!

LED a 220V con un condensatore

 

4 risposte

  1. ezio ha detto:

    ciao Alessandro, io dovrei collegare 10 led in serie alla tensione di 220 vac mi potresti dare una dritta per risolvere questo mio problemino? grazie

    • Alessandro Lanni ha detto:

      Ciao Ezio!

      Prova a rifare il calcolo, partendo dal presupposto che i LED li collegherai in PARALLELO, considerando la corrente necessaria di 15mA per un singolo LED, moltiplicata per il numero di LED che devi usare. Prova e fammi sapere, presta molta attenzione!

  2. Giovanni Sgambato ha detto:

    Il mio sistema di allarme casa funziona con una serie di contatti sulle porte collegati in serie. Quando un contatto non chiude bene ho difficoltà ad individuare a quale porta si riferisce. È possibile avere un sistema che mi permetta di individuare quale contatto rimane aperto?

  3. Nicolini marco ha detto:

    ciao Lanni
    da elettricista sto cercando di accendere dei led a 220V
    non ho in casa dei condensatori quindi volevo utilizzare una resistenza
    facendo calcoli e confrontandomi anche su siti ottengo un risultato pari a:
    led bianco 3.5Vdc corrente 0.035ma tensione di alimentazione 230VAC
    resistenza calcolata approssimata a 10k con dissipazione 11W
    Possibile 11W?
    le lampade degli interruttori che esistono in commercio non credo che abbiano resistenze con dissipazione cosi
    ho provato a sezionarne 1 per capire se c’era resistenza o condensatore ma non ci sono riuscito
    Sto Sbagliando qualcosa?

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